
Una polizza da 70€ all’anno non è una spesa, ma la singola azione più efficace per difendere il tuo patrimonio da incidenti che possono costare centinaia di migliaia di euro.
- Copre i danni involontari causati dai tuoi figli minorenni e animali domestici, anche fuori casa e all’estero.
- Il costo, pari a un caffè al mese, è irrisorio rispetto a un risarcimento che può azzerare i risparmi di una vita.
Raccomandazione: Valuta subito il tuo profilo di rischio (figli, animali, sport) per scegliere il massimale più adatto a garantire la tua serenità e quella della tua famiglia.
Immagina questa scena, una di quelle che capitano tutti i giorni. Tuo figlio di 15 anni è in vacanza studio a Malta. Durante una partita di calcio improvvisata, il suo pallone finisce dritto contro la vetrina di un negozio di lusso. Un incidente, una distrazione. Il proprietario del negozio, però, presenta un conto di 8.000 € per la sostituzione del cristallo speciale e il mancato incasso. Chi paga? La risposta è semplice: tu. Molti genitori pensano che la propria responsabilità si fermi ai confini di casa, ma non è così. Un piccolo imprevisto può trasformarsi in un debito capace di erodere anni di sacrifici.
Nel mio lavoro di assicuratore di prossimità, sento storie come questa quasi ogni settimana. Storie di persone comuni, genitori attenti, proprietari di cani responsabili, che si trovano ad affrontare richieste di risarcimento enormi per una frazione di secondo di disattenzione. Spesso si parla di “assicurazione sulla casa” o di “polizze infortuni”, ma si sottovaluta il rischio più subdolo: quello che causiamo noi, o i nostri familiari, agli *altri*. La verità è che non serve un disastro per finire nei guai; basta una bicicletta che urta un passante, un cane che fa inciampare un anziano, o un vaso che cade dal balcone.
E se la vera chiave per proteggere il tuo patrimonio non fosse accumulare di più, ma difendere ciò che hai già costruito con un piccolo, quasi invisibile, scudo? Questo articolo non è una sterile lista di clausole. È un viaggio dentro le situazioni reali, quelle che non ti aspetti, per mostrarti come una polizza da meno di 6 € al mese, il costo di un paio di caffè, agisca come un guardiano silenzioso per la tua stabilità finanziaria. Analizzeremo insieme perché questa copertura è fondamentale, come funziona nei casi pratici e come si inserisce in una sana gestione del bilancio familiare, per trasformare l’ansia dell’imprevisto in una solida serenità.
In questo approfondimento, vedremo insieme gli scenari più comuni e le domande più frequenti. Analizzeremo casi concreti e forniremo strumenti pratici per orientarsi, così da comprendere a fondo il valore strategico di questa scelta per te e la tua famiglia.
Sommario: RC Capofamiglia: come un piccolo costo protegge un grande patrimonio
- Perché la RC Capofamiglia copre anche i danni fatti da tuo figlio minorenne mentre è in vacanza studio?
- Come denunciare correttamente un danno causato dal tuo cane a un passante per attivare la garanzia?
- Massimale da 500.000 € o 1 milione: quanto basta per stare tranquilli in caso di danni fisici gravi a terzi?
- L’errore di pensare che la polizza copra anche i danni causati intenzionalmente (dolo)
- Quando inserire la RC Capofamiglia nel pacchetto assicurazione casa per risparmiare sul premio?
- Come pagare le spese detraibili per non vedersi rifiutare il rimborso dall’Agenzia delle Entrate?
- L’errore di non impostare regole rigide e depositi cauzionali per proteggere l’immobile dai danni
- Come applicare la regola del 50/30/20 per risparmiare 300 € al mese con uno stipendio medio italiano?
Perché la RC Capofamiglia copre anche i danni fatti da tuo figlio minorenne mentre è in vacanza studio?
Torniamo alla storia di quel ragazzo a Malta. Molti genitori credono che, una volta affidato il figlio a una scuola o a un’agenzia, la propria responsabilità sia sospesa. È un errore molto comune e potenzialmente molto costoso. La legge italiana è chiarissima su questo punto: la responsabilità dei genitori per i fatti illeciti commessi dai figli minori non cessa solo perché sono fisicamente lontani. Questo principio è radicato nel nostro ordinamento e si basa su quella che viene definita “culpa in educando”, ovvero la presunzione di una carenza nell’educazione impartita.
La responsabilità genitoriale persiste, secondo quanto stabilito dall’articolo 2048 del Codice Civile italiano, che lega la responsabilità al fatto che il minore sia “convivente”. Tuttavia, la giurisprudenza ha interpretato questo concetto in modo estensivo. Un soggiorno studio o una vacanza non interrompono il dovere di vigilanza ed educazione. Lo dimostra un caso discusso in tribunale che ha coinvolto una sedicenne in gita: la Cassazione ha confermato che i genitori restano responsabili anche per minori considerati maturi, perché l’assenza temporanea non cancella il legame di responsabilità.
Ecco perché una buona polizza RC Capofamiglia è così preziosa: agisce come un’estensione della vostra tutela, seguendo i vostri figli ovunque vadano. Copre quel pallone che rompe una vetrina, quel tablet che cade e danneggia il pavimento di un hotel, o quel gioco un po’ troppo irruento che causa un piccolo infortunio a un compagno. Si tratta di incidenti nati dalla vivacità e dall’inesperienza, non dalla cattiveria. La polizza interviene proprio in questi casi, gestendo la richiesta di risarcimento e sollevandovi da un onere finanziario e burocratico enorme. Prima di ogni viaggio, però, è fondamentale fare una verifica.
Piano d’azione: Verificare la copertura della polizza prima di un viaggio all’estero
- Analisi territoriale: Controlla sul contratto se la copertura è “mondo intero” o limitata all’Europa. Alcune polizze escludono di base USA e Canada.
- Ricerca esclusioni: Leggi attentamente le clausole di esclusione. Ci sono attività specifiche (es. sport estremi) non coperte che tuo figlio potrebbe praticare?
- Richiesta di conferma: Chiedi alla tua compagnia assicurativa una conferma scritta che la polizza sia pienamente valida nel Paese di destinazione per tutta la durata del soggiorno.
- Confronto con alternative: Paragona la tua copertura con quella eventualmente proposta dall’agenzia di viaggi o dalla scuola. Spesso le polizze viaggio sono meno complete sulla responsabilità civile.
- Valutazione estensione: Se la tua polizza ha dei limiti, valuta di acquistare un’estensione temporanea per colmare le lacune e garantire una protezione totale.
In questo modo, la vacanza studio di vostro figlio rimarrà una fantastica opportunità di crescita, senza trasformarsi in una fonte di preoccupazione finanziaria per tutta la famiglia.
Come denunciare correttamente un danno causato dal tuo cane a un passante per attivare la garanzia?
Ora cambiamo scenario. Sei al parco, il tuo cane sta giocando sereno, quando all’improvviso, con uno scatto di gioia, corre verso un ciclista di passaggio, facendolo cadere. Il ciclista si è fatto male a un polso e la sua bicicletta in carbonio ha il telaio incrinato. Panico. In questi momenti, la lucidità è la prima cosa che viene a mancare, ma è anche la più importante per garantire che la tua assicurazione possa intervenire efficacemente. Agire correttamente fin dai primi minuti è cruciale.
La prima regola d’oro è: prestare soccorso, ma non ammettere colpe. Chiedere come sta la persona, chiamare aiuto se necessario è un dovere umano e civile. Tuttavia, frasi come “È tutta colpa mia, le pago tutto!” possono essere interpretate come un’ammissione di responsabilità che potrebbe complicare la gestione del sinistro da parte della compagnia. Il tuo ruolo è quello di un testimone attento e collaborativo, non di un giudice. La responsabilità sarà accertata in seguito.
Subito dopo esserti assicurato delle condizioni della persona coinvolta, devi trasformarti in un “detective” calmo e metodico. Raccogliere le informazioni è fondamentale. Ecco la procedura corretta da seguire per non commettere errori:

Come mostra questa immagine, la documentazione è la chiave di volta di tutto il processo. La denuncia alla tua compagnia va inviata il prima possibile, di norma entro 3 giorni dall’evento. Devi descrivere i fatti in modo oggettivo, senza tralasciare dettagli, e allegare tutti i dati che hai raccolto. Sarà poi la compagnia a prendere in carico la pratica, nominando un perito se necessario e gestendo la comunicazione con la controparte. La tua collaborazione è essenziale, ma il peso della gestione burocratica e legale non sarà più sulle tue spalle. Questo è il vero valore della polizza: non solo un rimborso, ma un’assistenza completa nel momento del bisogno.
- Assisti e raccogli: Presta soccorso al danneggiato e raccogli subito i suoi dati (nome, telefono) e quelli di almeno un paio di testimoni oculari.
- Documenta la scena: Scatta fotografie con il tuo smartphone. Fotografa il luogo dell’incidente, la bicicletta danneggiata, e, solo con il consenso esplicito della persona, le eventuali lesioni visibili.
- Denuncia per iscritto: Invia una denuncia formale (via PEC o raccomandata) alla tua assicurazione entro 3 giorni, descrivendo l’accaduto in modo dettagliato e oggettivo. Cita l’articolo 2052 del Codice Civile, che regola la responsabilità per danni da animali.
- Conserva tutto: Archivia con cura ogni documento relativo all’incidente: il certificato medico del danneggiato, le fatture di riparazione, e anche la documentazione del tuo cane (libretto sanitario, iscrizione all’anagrafe canina).
Seguendo questi passaggi, garantirai una gestione fluida del sinistro, permettendo alla tua assicurazione di proteggere il tuo patrimonio nel modo più efficace possibile.
Massimale da 500.000 € o 1 milione: quanto basta per stare tranquilli in caso di danni fisici gravi a terzi?
Una delle domande che mi sento fare più spesso è: “Ok, mi hai convinto. Ma che massimale devo scegliere? 500.000 euro sono sufficienti?”. È una domanda legittima, perché il massimale è il cuore della polizza: è la cifra massima che la compagnia pagherà in caso di sinistro. Scegliere un massimale troppo basso per risparmiare pochi euro sul premio annuo è uno degli errori più gravi che si possano commettere, perché vanifica lo scopo stesso della polizza.
Per rispondere, non dobbiamo pensare al danno più probabile (il vetro rotto), ma al danno più grave possibile. Se il tuo cane fa cadere un anziano che si rompe un femore, le conseguenze economiche possono essere devastanti. Tra spese mediche, riabilitazione, assistenza domiciliare e risarcimento per il danno biologico e morale, superare i 100.000 euro è tutt’altro che raro. E se la persona subisce un’invalidità permanente? Le cifre schizzano alle stelle. Un’analisi basata sulle Tabelle del Tribunale di Milano, che sono il riferimento in tutta Italia, mostra che un’invalidità permanente del 30% su un quarantenne può facilmente superare i 250.000 euro di risarcimento. Se si aggiungono i danni morali e quelli ai familiari, il mezzo milione di euro non è più un’ipotesi remota.
Quindi, come orientarsi? Il massimale giusto dipende dal tuo profilo di rischio specifico. Un single che vive in un piccolo appartamento ha un profilo di rischio diverso da una famiglia con due figli adolescenti che praticano sport e un cane di grossa taglia. Il seguente schema, basato su dati indicativi forniti da IVASS, può aiutarti a fare una prima valutazione.
| Profilo di rischio | Massimale consigliato | Premio annuo indicativo | Scenario di danno potenziale |
|---|---|---|---|
| Single in appartamento, no animali | € 500.000 | € 60-80 | Allagamento appartamento sottostante |
| Famiglia con figli minori | € 1.000.000 | € 90-120 | Incidente sportivo con lesioni permanenti |
| Famiglia con cane grande taglia | € 1.000.000 | € 100-140 | Morso con invalidità permanente 15% |
| Villa con piscina + adolescenti sportivi | € 2.000.000 | € 150-200 | Incidente grave in piscina durante festa |
La mia raccomandazione, come consulente che vede ogni giorno il costo reale degli imprevisti, è chiara: nell’attuale contesto, un massimale da 1 milione di euro dovrebbe essere considerato lo standard minimo per qualsiasi famiglia con figli o animali domestici. La differenza di premio annuale è spesso di poche decine di euro, ma la differenza in termini di tranquillità e protezione del patrimonio è incalcolabile. È un piccolo investimento per dormire sonni veramente tranquilli.
L’errore di pensare che la polizza copra anche i danni causati intenzionalmente (dolo)
Un aspetto fondamentale per capire la tua polizza RC Capofamiglia, e per evitare brutte sorprese, è la distinzione tra “colpa” e “dolo”. In parole semplici, l’assicurazione è il tuo paracadute per gli incidenti, le distrazioni, gli errori involontari. Non è, e non potrà mai essere, una licenza per agire in modo sconsiderato o dannoso. Il “dolo”, ovvero l’atto intenzionale di causare un danno, è sempre escluso dalla copertura.
Sembra un concetto ovvio, ma la linea di demarcazione può essere più sottile di quanto si pensi. Se tuo figlio lancia un sasso contro una finestra per romperla, quello è dolo. Ma se, giocando a palla, il pallone sfugge al suo controllo e rompe la stessa finestra, quella è “colpa lieve”. Il primo caso non sarà mai coperto; il secondo è esattamente il motivo per cui esiste questa polizza. Esiste poi la “colpa grave”, un comportamento talmente sconsiderato e imprudente da rasentare la volontarietà. Ad esempio, accendere fuochi d’artificio sul balcone di legno di un condominio. Anche in questi casi, la compagnia potrebbe rifiutare la copertura.
La sfida oggi arriva anche dal mondo digitale. Le famigerate “challenge” sui social media, dove i ragazzi compiono azioni pericolose per ottenere visibilità, possono facilmente configurare il cosiddetto “dolo eventuale”. Significa che, pur non volendo direttamente il danno, si accetta consapevolmente il rischio che si verifichi. In questi scenari, l’intervento dell’assicurazione è tutt’altro che scontato. È un punto cruciale da discutere con i propri figli, perché un gioco stupido può avere conseguenze legali ed economiche serissime non coperte dalla polizza. A questo proposito, la giurisprudenza è molto severa, come sottolinea una massima della più alta corte italiana.
La precoce emancipazione dei minori frutto del costume sociale non esclude né attenua la responsabilità che l’art. 2048 cod. civ. pone a carico dei genitori
– Corte di Cassazione, Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3964 del 19 febbraio 2014
Questa sentenza ci ricorda che la responsabilità genitoriale non viene meno con la “modernità” o l’apparente autonomia dei figli. Per evitare di cadere in queste trappole, è utile avere in mente una semplice guida pratica per distinguere le situazioni coperte da quelle escluse.
- Dolo: L’azione era volontaria e il danno era l’obiettivo o una conseguenza accettata? (Es: vandalismo). ESCLUSO.
- Colpa Grave: C’è stata una violazione palese di norme di sicurezza elementari, una negligenza macroscopica? (Es: lasciare un bambino piccolo da solo con sostanze pericolose). RISCHIO ESCLUSIONE.
- Colpa Lieve: Si è trattato di una distrazione, un errore, un’imprudenza momentanea e scusabile? (Es: inciampare e far cadere un oggetto di valore). COPERTO.
Parlare di questi concetti in famiglia non è un esercizio legale, ma un atto di educazione alla responsabilità, fondamentale per proteggere i vostri figli e il vostro patrimonio.
Quando inserire la RC Capofamiglia nel pacchetto assicurazione casa per risparmiare sul premio?
Una volta compresa l’importanza della RC Capofamiglia, la domanda successiva è pratica: come conviene acquistarla? Le opzioni principali sono due: come polizza “standalone”, ovvero un contratto a sé stante, oppure come garanzia aggiuntiva all’interno della propria polizza multirischio per la casa. Non c’è una risposta giusta in assoluto, ma una più adatta alle tue esigenze e alla tua situazione.
Acquistare una polizza RC Capofamiglia standalone offre la massima flessibilità. Puoi scegliere la compagnia che preferisci, personalizzare al massimo le garanzie e i massimali, e cambiarla facilmente alla scadenza se trovi un’offerta migliore. È la scelta ideale per chi è in affitto e non ha una polizza casa di proprietà, o per chi cerca una copertura molto specifica che le polizze “bundle” non offrono. Il costo è generalmente contenuto, ma non si beneficia di sconti aggiuntivi.
D’altra parte, includerla nel pacchetto casa è quasi sempre la soluzione più conveniente dal punto di vista economico. Le compagnie applicano spesso sconti significativi per chi acquista più garanzie insieme (“sconto di pacchetto”). Aggiungere la RC Capofamiglia a una polizza casa esistente può costare anche il 30-40% in meno rispetto all’acquisto separato. Oltre al risparmio, c’è la comodità di avere un unico interlocutore, un’unica scadenza e una gestione più semplice. Tuttavia, bisogna prestare attenzione: a volte, le garanzie offerte nei pacchetti standard hanno massimali più bassi o qualche limitazione in più. È fondamentale leggere bene le condizioni.
La tabella seguente riassume i pro e i contro delle due modalità di acquisto, con un’indicazione dei costi medi di mercato.
| Modalità di acquisto | Costo medio annuo | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| RC Capofamiglia standalone | € 70-100 | Massima personalizzazione, cambio compagnia facile | Gestione separata, nessuno sconto bundle |
| Nel pacchetto casa base | + € 40-60 sul premio casa | Risparmio 30-40%, unica scadenza | Massimali spesso più bassi, meno opzioni |
| Pacchetto casa premium | + € 80-120 sul premio | Coperture complete, massimali alti | Costo totale elevato, difficile disaggregare |
Il mio consiglio? Se hai già una polizza casa, la prima cosa da fare è chiedere alla tua compagnia un preventivo per aggiungere la garanzia RC Capofamiglia. Confronta poi quel costo e quelle condizioni con un paio di preventivi per una polizza standalone. Nella maggior parte dei casi, l’integrazione risulterà vincente, a patto di verificare che il massimale offerto (almeno 1 milione di euro!) sia adeguato al tuo profilo di rischio.
Come pagare le spese detraibili per non vedersi rifiutare il rimborso dall’Agenzia delle Entrate?
Ora che abbiamo messo al sicuro il patrimonio dai grandi imprevisti con uno scudo efficace, come vostro consulente di fiducia, voglio darvi un consiglio per non perdere soldi inutilmente in un altro ambito che tocca tutti: la dichiarazione dei redditi. Proteggere il patrimonio significa anche massimizzare i rimborsi a cui si ha diritto. Ogni anno, molti contribuenti perdono centinaia di euro di detrazioni per un semplice errore formale: il metodo di pagamento.
Per la maggior parte delle spese detraibili al 19% (come le spese mediche, le spese per l’istruzione, le spese funebri, le attività sportive dei figli), la legge italiana impone l’obbligo di tracciabilità del pagamento. Questo significa che, per avere diritto al rimborso, il pagamento non può essere effettuato in contanti. L’Agenzia delle Entrate rifiuterà la detrazione se non potete dimostrare di aver pagato con un metodo tracciabile.
Quali sono i metodi di pagamento accettati? L’elenco è ampio e pensato per semplificare la vita al contribuente:
- Carte di credito, debito e prepagate: Il metodo più semplice. L’estratto conto della carta è una prova sufficiente.
- Bonifico bancario o postale: È fondamentale che nella causale del bonifico sia indicato il codice fiscale di chi effettua il pagamento, il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario e il motivo del pagamento (es. “Spese mediche per visita specialistica Dott. Rossi”).
- Assegni bancari e circolari: Anche questi sono considerati pagamenti tracciabili.
- App di pagamento: Sistemi come Satispay, PayPal o altre app collegate al proprio conto corrente sono validi, a patto di poter produrre una ricevuta digitale che attesti la transazione.
L’unica eccezione rilevante a questa regola riguarda l’acquisto di medicinali e dispositivi medici presso farmacie e altre strutture autorizzate. Per queste specifiche spese, il pagamento in contanti è ancora ammesso ai fini della detrazione. Per tutto il resto, la regola è: niente tracciabilità, niente rimborso. Un piccolo accorgimento che, a fine anno, può fare una grande differenza per il bilancio familiare.
Adottare l’abitudine di usare sempre metodi di pagamento tracciabili per queste uscite è un altro modo intelligente di proteggere le proprie finanze, proprio come si fa con una buona polizza assicurativa.
L’errore di non impostare regole rigide e depositi cauzionali per proteggere l’immobile dai danni
Abbiamo visto come la RC Capofamiglia ci protegge quando siamo noi, involontariamente, a causare un danno agli altri. Ma cosa succede se ci troviamo dall’altra parte, ad esempio come proprietari di un immobile dato in affitto? Il principio di gestione del rischio non cambia: la prevenzione è la migliore tutela. Molti proprietari, per fretta o per un eccesso di fiducia, commettono un grave errore: non strutturano un contratto di locazione solido, con regole chiare e adeguate garanzie per proteggersi dai danni.
Il deposito cauzionale, spesso liquidato come una mera formalità, è in realtà il primo e più importante strumento di difesa. La legge prevede un massimo di tre mensilità di canone, e non chiederlo o accontentarsi di una sola mensilità è un rischio inutile. Il deposito non serve solo a coprire eventuali canoni non pagati, ma anche e soprattutto a ristorare il proprietario per i piccoli e medi danni all’immobile che emergono a fine locazione: un muro da ritinteggiare, un parquet rigato, un sanitario rotto.
Ma il deposito da solo non basta. Un contratto di locazione ben fatto deve includere un verbale di consegna dettagliato, possibilmente corredato da fotografie. Questo documento, firmato da entrambe le parti, attesta lo stato dell’immobile all’inizio del rapporto e diventa una prova inoppugnabile in caso di contestazioni finali. Senza di esso, dimostrare che un danno non era preesistente diventa una battaglia legale difficile e costosa. Inoltre, il contratto dovrebbe specificare chiaramente quali manutenzioni sono a carico dell’inquilino (ordinaria) e quali del proprietario (straordinaria), e definire regole precise sull’uso dell’immobile (es. divieto di apportare modifiche strutturali senza consenso).
Infine, un proprietario lungimirante dovrebbe sempre richiedere all’inquilino la sottoscrizione di una polizza “Rischio Locativo”, che copre i danni da incendio, scoppio ed esplosione, e suggerire caldamente anche una RC Capofamiglia, che coprirebbe i danni causati dall’inquilino a terzi (ad esempio, l’allagamento dell’appartamento sottostante). Questo approccio a più livelli – deposito, contratto dettagliato, assicurazione – crea un sistema di protezione integrato che tutela l’investimento immobiliare da quasi ogni evenienza.
Pensare che “tanto non succederà nulla” o che “l’inquilino sembra una brava persona” è un approccio emotivo a un problema che richiede invece una strategia razionale e preventiva. La stessa logica che ci guida a scegliere una buona polizza per la nostra responsabilità civile.
Da ricordare
- La RC Capofamiglia copre i danni involontari a terzi causati da te, dai tuoi figli minorenni, dal personale domestico e dai tuoi animali.
- Il massimale da 1 milione di euro è oggi lo standard consigliato per le famiglie, poiché i risarcimenti per danni fisici gravi superano facilmente i 500.000 euro.
- L’assicurazione non copre mai i danni causati con dolo (intenzionalmente), ma interviene nei casi di colpa lieve (distrazioni, incidenti).
Come applicare la regola del 50/30/20 per risparmiare 300 € al mese con uno stipendio medio italiano?
Siamo partiti da una domanda: come può una spesa di 70 € all’anno salvarci da risarcimenti di migliaia di euro? Ora voglio chiudere il cerchio e mostrarvi come questa piccola spesa non solo protegge il vostro patrimonio, ma si inserisce perfettamente in una strategia di gestione finanziaria sana, come la famosa regola del 50/30/20. Questo metodo, semplice ed efficace, suggerisce di dividere il proprio stipendio netto mensile in tre macro-categorie:
- 50% per i Bisogni (Needs): Tutte le spese essenziali e improrogabili come affitto o mutuo, bollette, spesa alimentare, trasporti.
- 30% per i Desideri (Wants): Tutto ciò che rende la vita più piacevole ma non è strettamente necessario, come cene fuori, hobby, abbonamenti a servizi di streaming, vacanze.
- 20% per Risparmi e Investimenti (Savings): La quota da destinare al futuro, per obiettivi a lungo termine, fondi di emergenza o per estinguere debiti.
Prendiamo uno stipendio medio italiano di circa 2.000 € netti al mese. Applicando la regola, dovresti puntare a risparmiare il 20%, ovvero 400 €. Spesso, per raggiungere questo obiettivo, si tende a tagliare sui “Desideri”. Ma c’è un nemico silenzioso che non minaccia i tuoi aperitivi, ma direttamente la tua quota di risparmio: l’imprevisto. Un singolo sinistro da 10.000 € (un danno da acqua al vicino, un piccolo infortunio causato dal tuo cane) può azzerare due anni e mezzo di risparmi (10.000 € / 400 € al mese). È qui che la RC Capofamiglia diventa uno strumento di pianificazione finanziaria.
Il costo di una polizza da 70 € all’anno equivale a circa 5,83 € al mese. Nello schema 50/30/20, dove va questa spesa? Rientra a pieno titolo nel 50% dei “Bisogni”. È una spesa essenziale tanto quanto l’affitto, perché protegge la tua capacità di far fronte a tutte le altre spese. Come emerge da un’analisi di Altroconsumo sul ritorno dell’investimento assicurativo, quei pochi euro al mese non sono un costo, ma un investimento che protegge il 100% del tuo patrimonio e, soprattutto, la tua capacità di continuare a risparmiare per il futuro. È lo “scudo patrimoniale” che difende il tuo 20%.
Perciò, la prossima volta che analizzerai le tue finanze, non pensare alla RC Capofamiglia come a un’altra spesa da tagliare. Pensala come il guardiano del tuo 20%, il piccolo investimento nella categoria “Bisogni” che garantisce che i tuoi “Risparmi” possano crescere sereni e al sicuro, pronti a realizzare i tuoi progetti di vita.