Pubblicato il Maggio 17, 2024

Una perizia inferiore al prezzo pattuito non è un giudizio sul vostro affare, ma un’analisi tecnica di rischio che la banca è obbligata a compiere.

  • Il valore peritale si basa su criteri prudenziali e sulla conformità urbanistica, non sul prezzo di mercato che siete disposti a pagare.
  • Piccole difformità catastali o una documentazione incompleta sono le cause più comuni di una valutazione al ribasso o di un blocco della pratica.

Raccomandazione: La strategia vincente è agire d’anticipo. Sanare ogni irregolarità e preparare un dossier documentale completo prima della visita del perito trasforma il processo da un ostacolo a una pura formalità.

Ricevere la comunicazione che la perizia della banca ha stimato la vostra futura casa per un valore inferiore al prezzo concordato con il venditore è una delle esperienze più frustranti nel processo di acquisto. Improvvisamente, il piano finanziario salta, la liquidità necessaria aumenta e l’intero progetto sembra a rischio. Molti acquirenti reagiscono cercando di rinegoziare con il venditore o mettendo in discussione l’operato del perito, strategie che raramente portano a una soluzione.

La realtà, dal punto di vista tecnico di un perito, è che la valutazione bancaria non è un’opinione, ma il risultato di un’analisi oggettiva e standardizzata. L’obiettivo della banca non è sminuire il vostro acquisto, ma mitigare il proprio rischio di credito, attenendosi a rigide normative di vigilanza. Il prezzo che voi pagate riflette un accordo tra due parti, influenzato da fattori emotivi e di mercato. Il valore di perizia, invece, rappresenta il valore cauzionale: una stima prudenziale del valore su cui la banca può fare affidamento nel lungo periodo come garanzia del finanziamento.

E se la vera chiave per superare questo ostacolo non fosse reagire dopo, ma comprendere e anticipare la logica della banca? La differenza tra una pratica di mutuo fluida e una bloccata risiede quasi sempre nella preparazione. Comprendere cosa controlla un perito, perché certe difformità sono critiche e quale documentazione è essenziale permette di trasformare l’incertezza in controllo.

Questo articolo non vi darà consigli generici. Vi guiderà, passo dopo passo, attraverso la logica tecnica della banca e del perito. Analizzeremo perché il valore peritale è il parametro fondamentale, come risolvere le problematiche più comuni prima che diventino un ostacolo insormontabile e quali azioni concrete intraprendere per accelerare l’intero processo di delibera del vostro mutuo.

Per navigare con chiarezza tra le complessità del processo di valutazione e delibera, abbiamo strutturato questa guida in sezioni specifiche. Ciascuna affronta una domanda critica che ogni acquirente si pone, fornendo risposte tecniche e soluzioni pratiche.

Perché se la perizia è bassa la banca ti finanzia solo l’80% del valore peritale e non del prezzo?

Questa è la regola fondamentale che genera più confusione. La banca non finanzia il prezzo di acquisto, ma una percentuale del valore dell’immobile posto a garanzia. Questo valore è stabilito esclusivamente dalla perizia. Il motivo è radicato nel principio di prudenza, un cardine della regolamentazione bancaria. La normativa impone agli istituti di credito di basare le proprie esposizioni su garanzie reali e oggettivamente valutate, per tutelare sia la banca stessa sia la stabilità del sistema finanziario. Il prezzo di mercato può essere volatile e soggetto a negoziazioni soggettive; il valore di perizia, o più correttamente il valore cauzionale, è una stima conservativa che tiene conto della commerciabilità a lungo termine dell’immobile in caso di insolvenza del debitore.

Le linee guida sono definite a livello normativo. Le regole di finanziamento immobiliare sono chiaramente definite come stabilito dalla normativa di vigilanza della Banca d’Italia, che fissa i criteri per la determinazione del valore della garanzia. Di conseguenza, il cosiddetto Loan-to-Value (LTV), ovvero il rapporto tra l’importo del mutuo e il valore dell’immobile, viene calcolato sul valore minore tra il prezzo di acquisto e il valore di perizia. Poiché quasi sempre il valore di perizia è leggermente inferiore, questo diventa la base di calcolo per l’80% massimo finanziabile.

L’impatto sulla liquidità necessaria per l’acquirente è diretto e spesso sottovalutato. Una perizia anche solo del 10% inferiore al prezzo pattuito può far aumentare esponenzialmente l’anticipo richiesto. È un calcolo puramente matematico, non una decisione discrezionale della banca.

Per comprendere l’impatto concreto di questa dinamica, la seguente tabella illustra come una discrepanza tra prezzo e perizia influenzi direttamente la liquidità che l’acquirente deve mettere a disposizione. I dati mostrano chiaramente l’aumento dell’esborso iniziale, come evidenziato in questa analisi comparativa.

Simulazione Impatto Perizia Bassa su Liquidità Necessaria
Prezzo Acquisto Valore Perizia Mutuo Max (80%) Liquidità Richiesta Spese Accessorie Totale Necessario
€200.000 €180.000 €144.000 €56.000 €5.000 €61.000
€250.000 €230.000 €184.000 €66.000 €6.000 €72.000
€300.000 €270.000 €216.000 €84.000 €7.000 €91.000

Come sanare le piccole difformità catastali prima che il perito esca per evitare la bocciatura?

La conformità urbanistica e catastale è il secondo pilastro della perizia immobiliare. Un perito non si limita a valutare le condizioni e le finiture dell’immobile, ma ha il compito primario di verificare che lo stato di fatto corrisponda esattamente a quanto depositato in Catasto e in Comune. Anche una piccola difformità, come una finestra spostata, una parete interna rimossa o una veranda non autorizzata, rende l’immobile tecnicamente non commerciabile e, di conseguenza, non finanziabile fino alla sua regolarizzazione. La banca non può accettare a garanzia un bene con vizi di legittimità.

L’approccio corretto non è sperare che il perito “chiuda un occhio”, perché questo non accadrà. La responsabilità professionale e legale del tecnico è troppo alta. La soluzione è agire in modo proattivo. Prima ancora di richiedere la perizia, è indispensabile incaricare un tecnico di fiducia (geometra, architetto) per effettuare un controllo incrociato tra la planimetria catastale, i permessi edilizi depositati in Comune e lo stato reale dell’immobile. Questo permette di identificare in anticipo eventuali discrepanze.

La maggior parte delle piccole difformità interne può essere sanata con una pratica in sanatoria (se i lavori sono conformi ai regolamenti edilizi) o con una semplice comunicazione di inizio lavori (CILA) per lavori da eseguire. Affrontare questi passaggi prima dell’uscita del perito della banca significa presentare un immobile “pulito”, eliminando alla radice la causa più comune di sospensione o bocciatura della pratica di mutuo. Si tratta di un investimento di tempo e denaro che previene ritardi e costi ben maggiori in seguito.

Controllo documentazione catastale e planimetrie per conformità immobiliare

Questa immagine rappresenta il cuore del lavoro di verifica: il confronto meticoloso tra i documenti ufficiali e la realtà. Un processo che, se gestito preventivamente, garantisce fluidità all’intera operazione.

Checklist Pre-Perizia Definitiva: I punti da verificare

  1. Verificare la corrispondenza tra planimetria catastale e stato di fatto dell’immobile.
  2. Controllare la visura catastale aggiornata e la storia delle modifiche.
  3. Verificare la conformità degli impianti (elettrico, idraulico, gas) con le relative dichiarazioni.
  4. Assicurarsi, con l’aiuto di un tecnico, che non vi siano problematiche relative all’immobile.
  5. Controllare l’assenza di abusi edilizi non sanati o non sanabili.
  6. Verificare la presenza di tutti i permessi edilizi e le autorizzazioni necessarie (es. condoni, sanatorie).

Perizia semplice o giurata: cosa cambia per la banca e per i tempi di delibera?

Nel contesto di una richiesta di mutuo, la distinzione tra perizia “semplice” e “giurata” è spesso fonte di equivoci. Per la banca, la perizia necessaria è sempre quella semplice (o tecnica), redatta da un professionista di fiducia dell’istituto. Questo documento ha una finalità interna: fornire alla banca tutti gli elementi per la valutazione del rischio e la determinazione del valore cauzionale. Non richiede alcuna formalità aggiuntiva. La perizia giurata, invece, è un elaborato tecnico asseverato con giuramento da un perito presso un tribunale o un notaio. Questo le conferisce valore legale e la rende utilizzabile in contesti giudiziari, come contenziosi o divisioni ereditarie. Per la delibera di un mutuo, non è richiesta e non accelera in alcun modo il processo.

Presentare una perizia di parte, anche se giurata, non sostituisce quella della banca. L’istituto di credito si affiderà sempre e solo al proprio tecnico per una questione di responsabilità e standardizzazione del processo. Tuttavia, una perizia di parte può essere utile in fase di negoziazione con il venditore per giustificare un’offerta al ribasso o per contestare in via informale una valutazione bancaria palesemente errata, anche se le possibilità di far cambiare idea alla banca sono molto limitate.

Riguardo ai tempi, la perizia è solo uno dei passaggi dell’istruttoria. Dopo il sopralluogo del perito, servono circa 5-10 giorni per la redazione e la consegna dell’elaborato. La banca, una volta ricevuta la perizia, completa le sue valutazioni reddituali e legali, arrivando alla delibera finale. L’intero processo, dalla richiesta del mutuo all’erogazione, richiede un tempo considerevole. Infatti, le statistiche più recenti indicano che in Italia possono servire in media fino a 130 giorni totali per l’erogazione del mutuo. Comprendere questa tempistica è fondamentale per gestire le proprie aspettative e le scadenze concordate nel contratto preliminare.

Un valore periziato inferiore al prezzo di acquisto può ridurre l’ammontare del mutuo concesso.

– Mutui.it, Guida alla perizia immobiliare

L’errore di chiedere un mutuo su una casa proveniente da donazione senza una polizza specifica

Acquistare un immobile il cui precedente proprietario lo ha ricevuto tramite donazione rappresenta una delle maggiori criticità per le banche. Il problema risiede nell’articolo 563 del Codice Civile, che tutela gli eredi legittimari (coniuge, figli) del donante. Questi possono, entro 20 anni dalla donazione e 10 anni dalla morte del donante, esercitare un’azione di restituzione per reclamare la loro quota di eredità, anche se l’immobile è stato nel frattempo venduto a un terzo acquirente. Per la banca, questo si traduce in un rischio inaccettabile: l’ipoteca iscritta sull’immobile potrebbe diventare inefficace, lasciando il finanziamento senza la sua garanzia principale.

Per questo motivo, la maggior parte delle banche rifiuta di finanziare l’acquisto di immobili di provenienza donativa, a meno che il rischio non venga neutralizzato. L’errore più comune è non affrontare questo problema fin dall’inizio. La soluzione tecnica standardizzata esiste ed è la stipula di una polizza assicurativa specifica, comunemente nota come “Donazione Sicura”. Questa polizza copre il rischio di evizione, indennizzando la banca del valore del mutuo residuo nel caso in cui gli eredi legittimari dovessero vincere un’eventuale causa di restituzione.

È fondamentale che la presenza di una donazione nell’atto di provenienza dell’immobile sia dichiarata subito alla banca e che la stipula della polizza sia gestita prima del rogito. Idealmente, il costo della polizza dovrebbe essere negoziato a carico del venditore, in quanto è una sua problematica che impatta la commerciabilità del bene. Inserire nel contratto preliminare una clausola che condizioni l’acquisto alla stipula di tale polizza a carico della parte venditrice è una mossa prudente che tutela l’acquirente.

Momento della firma del contratto notarile per mutuo immobiliare in Italia

La firma del rogito è il momento culminante, ma la sua serenità dipende dalla risoluzione preventiva di tutte le criticità tecniche, come quella legata alla donazione. Un dettaglio che, se ignorato, può far saltare l’intera operazione.

Cosa consegnare subito alla banca per ridurre i tempi di istruttoria da 60 a 30 giorni?

La durata dell’istruttoria di un mutuo non dipende solo dalla banca, ma in larga misura dalla completezza e correttezza della documentazione fornita dall’acquirente. Ogni documento mancante o non aggiornato causa un’interruzione del processo, con richieste di integrazione che allungano i tempi di settimane. Per contrarre drasticamente le tempistiche, l’obiettivo deve essere quello di presentare un dossier unico e completo fin dal primo incontro.

Il dossier si divide in due macro-aree: la documentazione anagrafica/reddituale del richiedente e la documentazione tecnica dell’immobile. Dal lato del richiedente, sono essenziali documenti d’identità, codice fiscale, le ultime buste paga (o modelli unici per autonomi), il CUD/730 e gli estratti conto degli ultimi mesi. Per gli autonomi, è cruciale una visura camerale aggiornata.

Dal lato dell’immobile, i documenti chiave sono: l’atto di provenienza (il rogito con cui l’attuale venditore ha acquistato la casa), la planimetria catastale e la visura catastale storica. Allegare anche il contratto preliminare di compravendita (compromesso) e l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) accelera ulteriormente il processo. Fornire tutto e subito permette all’ufficio crediti e all’ufficio legale della banca di lavorare in parallelo, senza interruzioni. Questo approccio proattivo può realmente dimezzare i tempi di attesa per la delibera.

Un ultimo aspetto da considerare è il costo della perizia stessa, che è sempre a carico del richiedente e viene pagato direttamente al perito o addebitato dalla banca. Questo costo non è rimborsabile, anche in caso di esito negativo o rinuncia al mutuo. Secondo i dati più recenti del mercato immobiliare italiano, il costo medio di una perizia per un mutuo residenziale si attesta su una cifra che varia tra i 200 e i 300 euro, a cui va aggiunta l’IVA e i contributi previdenziali.

Quando fare un’offerta al ribasso sfruttando i tempi di permanenza dell’annuncio sul mercato?

Se la perizia della banca si basa su dati oggettivi, la vostra offerta di acquisto può e deve tener conto di fattori strategici, come il tempo di permanenza dell’immobile sul mercato. Un annuncio online da molti mesi è un chiaro segnale di una possibile discrepanza tra il prezzo richiesto dal venditore e il valore percepito dal mercato (e probabilmente anche dal perito). Questo fattore aumenta significativamente il vostro potere negoziale.

Un immobile invenduto da oltre 6 mesi indica spesso che il prezzo è fuori mercato o che vi sono problemi non evidenti. Il venditore, a questo punto, è solitamente più ansioso di concludere e, quindi, più propenso ad accettare un’offerta al ribasso. Utilizzare questo argomento in modo professionale durante la trattativa è una leva potente. Non si tratta di svalutare l’immobile, ma di allineare le aspettative del venditore alla realtà del mercato.

Per formulare un’offerta ragionata, è possibile basarsi su dati oggettivi. La Banca Dati delle Quotazioni Immobiliari dell’Agenzia delle Entrate (OMI) fornisce gratuitamente i valori immobiliari minimi e massimi al metro quadro per ogni zona e tipologia di immobile. Presentare un’offerta supportata da questi dati, unita all’osservazione sul lungo tempo di permanenza sul mercato, conferisce alla vostra proposta una solidità tecnica difficile da ignorare.

La seguente matrice può servire come modello di riferimento per calibrare la propria offerta in base ai tempi di esposizione dell’annuncio. Ovviamente, ogni caso è a sé e dipende da molti altri fattori, ma fornisce una solida base di partenza per una negoziazione strategica.

Matrice di Sconto Suggerito Basata sulla Permanenza sul Mercato
Mesi di Permanenza Sconto Suggerito Motivazione
0-3 mesi 0-3% Immobile appena sul mercato, poco margine negoziale
3-6 mesi 5-7% Venditore inizia a essere più flessibile
6-12 mesi 8-12% Forte motivazione a vendere, possibili problemi nascosti
Oltre 12 mesi 12-15% Urgenza di vendita, alto potere negoziale

Perché la banca non considera i rimborsi spese o gli straordinari nel calcolo del tuo reddito utile?

Un altro punto critico nell’istruttoria reddituale è la valutazione delle entrate variabili. Molti richiedenti rimangono sorpresi quando scoprono che la banca, nel calcolare la loro capacità di rimborso, ignora o considera solo in minima parte gli straordinari, i premi di produzione, i rimborsi spese forfettari o altre forme di reddito non fisse. Anche in questo caso, la logica della banca si fonda sul principio di prudenza e sulla necessità di valutare la sostenibilità della rata nel lungo periodo.

Come sottolineato nei principi di vigilanza prudenziale, le banche devono valutare il reddito “stabile e continuativo”. Per loro definizione, gli straordinari e i bonus sono variabili e non garantiti nel tempo. Un’azienda potrebbe ridurre gli straordinari o non erogare premi in futuro, mettendo a rischio la capacità del debitore di onorare il mutuo. I rimborsi spese, anche se percepiti regolarmente, non sono considerati reddito imponibile e quindi non rientrano nel calcolo della capacità di spesa.

Questo non significa che queste entrate siano inutili. Sebbene non vengano incluse nel calcolo del rapporto rata/reddito (che idealmente non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto mensile base), possono essere presentate alla banca come un elemento qualitativo positivo. Dimostrare una storicità di entrate extra negli ultimi 24-36 mesi può rassicurare la banca sulla vostra solidità finanziaria complessiva e influenzare positivamente la decisione finale, specialmente in casi al limite. La strategia corretta è preparare un prospetto riassuntivo di queste entrate, corredato da documentazione (buste paga, CUD), per presentarlo come un “plus” e non come parte del reddito fondamentale su cui si basa la richiesta.

Le banche devono valutare il reddito ‘stabile e continuativo’, e gli straordinari/bonus sono per definizione variabili e non garantiti.

– Banca d’Italia, Principi di vigilanza prudenziale

Da ricordare

  • Il valore di perizia è un parametro tecnico di rischio per la banca, non il prezzo di mercato. Il mutuo si calcola su questo valore.
  • La conformità urbanistica e catastale è non negoziabile. Sanare le difformità prima della perizia è l’azione più importante per evitare blocchi.
  • Un dossier di documenti completo e ordinato, presentato subito, può dimezzare i tempi di istruttoria e delibera del mutuo.

Erogazione contestuale o differita: come gestire il pagamento al venditore il giorno del rogito?

Una volta ottenuta la delibera finale del mutuo, l’ultimo passaggio è il rogito notarile e la conseguente erogazione della somma. Esistono due modalità principali: l’erogazione contestuale e l’erogazione differita. Con l’erogazione contestuale, la più desiderabile per tutti, la banca accredita la somma del mutuo direttamente sul conto del notaio o emette un assegno circolare il giorno stesso del rogito. Il venditore viene così pagato immediatamente.

Sempre più spesso, tuttavia, le banche optano per l’erogazione differita. In questo caso, il giorno del rogito si firma l’atto di compravendita e l’atto di mutuo, ma la banca non eroga la somma. L’erogazione avverrà solo dopo che il notaio avrà provveduto all’iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari e avrà comunicato alla banca l’avvenuta “iscrizione consolidata”, un processo che può richiedere fino a 15-20 giorni. Questo crea un problema evidente: il venditore cede la proprietà senza essere pagato.

Per gestire questa situazione, la prassi prevede che l’acquirente rilasci al venditore un ordine di bonifico irrevocabile o degli assegni post-datati che verranno incassati solo dopo l’effettiva erogazione da parte della banca. La soluzione tecnicamente più sicura, però, è prevedere nel contratto preliminare delle clausole specifiche che tutelino entrambe le parti. È possibile, ad esempio, stabilire il deposito del prezzo presso il notaio: l’acquirente versa la sua parte di liquidità e la banca erogherà la somma del mutuo sul conto dedicato del notaio, che a sua volta svincolerà l’intera cifra a favore del venditore solo a ipoteca consolidata. Questo ruolo di garante del notaio è fondamentale per la buona riuscita dell’operazione in caso di erogazione differita.

La gestione del pagamento finale è un momento delicato. È essenziale aver compreso bene le differenze tra erogazione contestuale e differita e le relative tutele.

Per applicare questi principi al vostro caso specifico, il passo successivo è avviare una simulazione di mutuo accurata e raccogliere tutta la documentazione necessaria prima ancora di firmare una proposta d’acquisto. Un approccio preparato e consapevole è la garanzia migliore per un percorso sereno verso la vostra nuova casa.

Scritto da Luca Ferri, Architetto e Certificatore Energetico, specializzato in ristrutturazioni, pratiche catastali e bonus edilizi (Superbonus, Ecobonus). Esperto in riqualificazione energetica e conformità urbanistica.