Pubblicato il Marzo 15, 2024

In sintesi:

  • Lo SPID ha diversi livelli di sicurezza: il Livello 2, con password e codice temporaneo, è essenziale per la maggior parte dei servizi.
  • Puoi fare tutto da casa via webcam, ma devi preparare i documenti giusti e a volte fare un bonifico simbolico per il riconoscimento.
  • Esistono ancora provider gratuiti: non fermarti a PosteID, che diventerà a pagamento, ma valuta le alternative.
  • Aggiorna sempre il tuo numero di cellulare sul portale SPID prima di cambiare SIM per non rimanere bloccato.
  • Per le scadenze fiscali importanti, la CIE (Carta d’Identità Elettronica) può essere un’alternativa di accesso più stabile.

Ti è mai capitato di dover accedere a un servizio online dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate e trovarti di fronte a una richiesta: “Accedi con SPID”? Se la tecnologia ti mette un po’ a disagio, questa semplice richiesta può sembrare un ostacolo insormontabile. Molte guide si limitano a dire di “scegliere un provider e farsi riconoscere”, lasciandoti solo con mille dubbi: quale provider? Quale livello di sicurezza? Cosa succede se cambio numero di telefono? E se sbaglio qualcosa?

La verità è che la vera difficoltà non è la procedura in sé, ma la paura di sbagliare, di scegliere l’opzione sbagliata o di rimanere bloccati. La chiave non è solo fare, ma capire cosa si sta facendo, acquisendo una sicurezza pratica. Questo articolo è stato pensato proprio per questo: agire come un facilitatore digitale, trasformando l’incertezza in autonomia. Non ti diremo solo i passaggi da seguire, ma ti spiegheremo il perché di ogni scelta, aiutandoti a navigare nel mondo dei servizi digitali con la tranquillità di chi sa esattamente cosa sta facendo.

Vedremo insieme non solo come ottenere lo SPID, ma anche come scegliere il provider più adatto alle tue esigenze (anche gratuitamente), perché esistono diversi livelli di sicurezza e quali sono le trappole comuni da evitare per non avere mai più problemi con la tua identità digitale. L’obiettivo è darti gli strumenti per diventare completamente autonomo nella gestione delle tue pratiche online.

Per guidarti in questo percorso, abbiamo strutturato l’articolo in modo da rispondere a tutte le tue domande, dai concetti di base alle situazioni più specifiche che potresti incontrare. Ecco i punti che affronteremo.

Perché per alcuni servizi serve lo SPID Livello 2 o 3 e come attivarli?

Per molti servizi online della Pubblica Amministrazione, come l’invio del 730 o l’accesso al Fascicolo Sanitario, è richiesto lo SPID di Livello 2 o 3 perché trattano dati personali sensibili e richiedono un grado di sicurezza pratica superiore a quello di una semplice password. Non tutti gli accessi sono uguali: consultare un’informazione è diverso dal firmare un documento o inviare una richiesta che ha valore legale. Per questo sono stati creati tre livelli di sicurezza, ognuno adatto a un diverso tipo di operazione.

Pensa ai livelli come a chiavi con serrature diverse:

  • Livello 1: È la chiave più semplice. Usi solo nome utente e password. È sufficiente per consultare informazioni che non sono considerate critiche, come il tuo cedolino della pensione senza dettagli sensibili.
  • Livello 2: È la chiave standard per la maggior parte delle operazioni. Oltre a nome utente e password, richiede un secondo fattore di autenticazione: un codice “usa e getta” (OTP) che ricevi tramite SMS o su un’app dedicata. Questo passaggio extra garantisce che sia proprio tu a effettuare l’accesso, anche se qualcuno dovesse rubarti la password. È obbligatorio per operazioni dispositive come richiedere un bonus o inviare la dichiarazione dei redditi.
  • Livello 3: È la chiave di massima sicurezza. Oltre ai due passaggi precedenti, richiede un supporto fisico come una smart card o una chiavetta USB (token). È riservato a scenari molto specifici, soprattutto professionali, come la firma di contratti digitali con la Pubblica Amministrazione o l’accesso a dati giudiziari.

Questa differenziazione è fondamentale per proteggere i tuoi dati. Per un cittadino, avere lo SPID di Livello 2 è ormai indispensabile. L’attivazione è contestuale alla richiesta di SPID: durante la procedura, il provider ti guiderà nella configurazione del secondo fattore di autenticazione. Questo sistema, anche se può sembrare un passaggio in più, è la tua prima linea di difesa nel mondo digitale. La sfida dell’adozione rimane, soprattutto per le fasce di popolazione meno digitalizzate; secondo i dati dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, sebbene quasi tutti i giovani lo possiedano, solo 1 su 4 tra gli over 75 ha attivato l’identità digitale, rendendo cruciale un supporto chiaro e semplice.

Confronto livelli SPID: quando servono e come attivarli
Livello SPID Modalità di accesso Servizi tipici Esempi concreti
Livello 1 Username + Password Consultazione senza modifiche Visualizzare cedolino pensione, consultare cassetto fiscale
Livello 2 Username + Password + OTP (SMS/App) Operazioni dispositive con dati sensibili Invio 730, richiesta Bonus Asilo Nido, accesso Fascicolo Sanitario
Livello 3 Username + Password + Smart card/Token fisico Scenari professionali specifici Firma contratti pubblici, accesso dati giudiziari, gare d’appalto MEPA

Come fare il riconoscimento per lo SPID da casa via webcam senza andare alle poste?

L’idea di dover fare la fila in un ufficio postale per attivare lo SPID può scoraggiare molti. Fortunatamente, oggi quasi tutti i provider offrono una modalità di riconoscimento da remoto tramite webcam, che ti permette di completare l’intera procedura comodamente da casa. Questo metodo è pensato per essere semplice e sicuro, ma richiede una piccola preparazione per evitare di dover ripetere i passaggi. La procedura solitamente prevede una videochiamata con un operatore o la registrazione di un video in autonomia.

Per affrontare il riconoscimento via webcam senza stress, è fondamentale avere tutto a portata di mano. Assicurati di avere una connessione internet stabile e di trovarti in un ambiente ben illuminato, dove il tuo viso sia chiaramente visibile. L’operatore o il sistema automatizzato ti chiederà di mostrare i tuoi documenti e di leggere un codice per verificare la tua identità in tempo reale.

Persona davanti al computer con documenti pronti per videochiamata SPID

Come puoi vedere, la preparazione è tutto. Avere i documenti giusti e un ambiente adeguato trasforma un’operazione che sembra complessa in un’attività di pochi minuti. Alcuni provider, per un’ulteriore verifica, potrebbero richiedere di effettuare un bonifico simbolico (anche di pochi centesimi) da un conto corrente italiano a te intestato, inserendo un codice specifico nella causale. Questo serve a confermare ulteriormente la tua identità tramite un canale bancario. Segui la checklist qui sotto per non dimenticare nulla.

Il tuo piano d’azione per il riconoscimento via webcam:

  1. Prepara un documento d’identità italiano valido (carta d’identità, passaporto o patente).
  2. Tieni a portata di mano la tessera sanitaria o il tesserino del codice fiscale.
  3. Registrati sul sito del provider e preparati a realizzare un video in cui mostri i documenti e leggi un codice che riceverai via SMS.
  4. Assicurati di avere un’ottima illuminazione e una connessione internet stabile per evitare che il video venga rifiutato.
  5. Se richiesto, effettua un bonifico simbolico da un conto corrente italiano a te intestato, inserendo il codice specifico fornito nella causale.

PosteID, Sielte o InfoCert: quale provider SPID è gratuito e più facile da usare?

La scelta del provider è il primo vero bivio nel percorso per ottenere lo SPID. Per anni, Poste Italiane con il suo PosteID è stata la scelta quasi automatica per milioni di italiani, ma le cose stanno cambiando. È fondamentale fare una scelta consapevole e non fermarsi alla prima opzione, soprattutto ora che sono emerse novità importanti sui costi. Informarsi bene può farti risparmiare tempo e denaro.

La notizia più rilevante è che PosteID, che attualmente gestisce la stragrande maggioranza delle identità digitali, diventerà a pagamento. Come riportato da diverse fonti, tra cui Sky TG24, a partire dal 2026 il servizio avrà un costo annuale, seppur contenuto. Questo provider gestisce circa 30 milioni di identità digitali, il 72% del totale SPID in Italia, quindi questa modifica avrà un impatto su un numero enorme di cittadini. Molti si chiedono se esistano ancora alternative gratuite.

A 10 anni dall’avvio, PosteID mette a pagamento il servizio con i prezzi tra i più bassi del mercato. La misura punta a garantire qualità, sicurezza e continuità al servizio che oggi conta oltre 24 milioni di utenti attivi.

– Poste Italiane, Comunicato ufficiale gennaio 2026

La buona notizia è che la risposta è sì. Diversi provider hanno confermato di mantenere il servizio SPID gratuito per i cittadini. Tra questi ci sono Sielte ID, Lepida ID, InfoCamere ID, TeamSystem ID e altri. La gratuità si riferisce al canone annuale del servizio, ma è importante fare attenzione a un dettaglio: la modalità di riconoscimento. Anche se il servizio è gratuito, alcuni provider potrebbero applicare un costo una tantum (solitamente tra 10 e 20 euro) se scegli di fare il riconoscimento via webcam con un operatore. Tuttavia, molti offrono alternative gratuite come il riconoscimento tramite Carta d’Identità Elettronica (CIE) o di persona presso sportelli convenzionati. La scelta “più facile” dipende quindi dalle tue esigenze: se preferisci fare tutto da casa e sei disposto a pagare una piccola cifra per la comodità, il riconoscimento via webcam è ideale. Se invece vuoi un’opzione totalmente gratuita, dovrai verificare le modalità offerte da provider come Sielte o Lepida.

L’errore di non aggiornare il numero di telefono collegato allo SPID se cambi SIM

Una delle trappole comuni più frustranti in cui cadono molti utenti SPID riguarda il cambio del numero di cellulare. Poiché l’accesso di Livello 2 si basa sulla ricezione di un codice OTP via SMS, perdere l’accesso al numero di telefono registrato significa, di fatto, essere tagliati fuori dal proprio SPID. È un errore facile da commettere: si cambia operatore telefonico, si disattiva la vecchia SIM e solo dopo ci si rende conto di non poter più accedere ai servizi online. A quel punto, il recupero diventa una procedura complessa che richiede nuovi riconoscimenti.

La soluzione è semplice, ma richiede un’azione preventiva. Prima di disattivare la tua vecchia SIM, devi assolutamente aggiornare il numero di telefono sul portale del tuo provider SPID. L’operazione richiede pochi minuti e ti salverà da ore di frustrazione. Ecco i passaggi da seguire per non commettere questo errore:

  1. Accedi al tuo profilo: Entra nell’area personale sul sito o sull’app del tuo provider SPID (es. PosteID, Sielte, etc.) usando le tue credenziali attuali.
  2. Trova la sezione “Profilo” o “Dati personali”: Cerca l’area dove sono registrati i tuoi contatti.
  3. Aggiorna il numero: Inserisci il tuo nuovo numero di cellulare e conferma la modifica. Probabilmente dovrai inserire un codice di verifica inviato al vecchio numero per confermare che sei tu a fare la modifica.
  4. Verifica l’email: Già che ci sei, controlla che anche l’indirizzo email associato sia corretto e accessibile. È un altro canale fondamentale per il recupero delle credenziali.

Cosa succede se ormai è troppo tardi? Il percorso di recupero varia da provider a provider, ma generalmente comporta una nuova procedura di identificazione per dimostrare la tua identità. Questo può richiedere di recarsi di persona a uno sportello o di effettuare un nuovo riconoscimento online.

Se sei maggiorenne e vuoi recuperare la password puoi chiamare il numero 06 4526 3893 dal cellulare certificato. La chiamata si conclude automaticamente dopo alcuni secondi e riceverai una email con il link per scegliere la nuova password. Tuttavia, se hai perso accesso al numero certificato, dovrai seguire procedure di recupero più complesse con verifica dell’identità.

Poste.it

Quando attivare lo SPID professionale per accedere ai servizi aziendali separando la vita privata?

Mentre lo SPID personale è la chiave d’accesso per i servizi al cittadino, esiste anche una versione specifica per il mondo del lavoro: lo SPID professionale. Molti professionisti e legali rappresentanti di aziende commettono l’errore di usare il proprio SPID personale per accedere a portali aziendali, mescolando così la loro identità digitale privata con quella lavorativa. Questa confusione può creare problemi di privacy e di gestione. Lo SPID professionale risolve questo problema, creando una netta separazione degli ambiti.

A differenza dello SPID personale (o “per uso privato”), che attesta solo l’identità della persona fisica, lo SPID professionale contiene attributi aggiuntivi che certificano il ruolo di quella persona all’interno di un’organizzazione (ad esempio, “legale rappresentante di Azienda S.r.l.”). Questo permette di agire in nome e per conto dell’azienda in modo ufficiale e tracciabile. L’attivazione di uno SPID professionale diventa necessaria quando le tue attività lavorative richiedono accessi a portali specifici della Pubblica Amministrazione.

Professionista con due dispositivi separati per identità personale e aziendale

Ma quando, in pratica, ti serve? Ecco alcuni segnali chiari che indicano che è arrivato il momento di attivare uno SPID professionale:

  • Sei il legale rappresentante di un’impresa e devi consultare il Cassetto Fiscale aziendale o accedere ai servizi dell’INAIL.
  • Devi utilizzare i servizi di fatturazione elettronica dell’Agenzia delle Entrate per conto della tua azienda.
  • Devi partecipare a bandi e gare d’appalto su portali pubblici come il MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione).
  • Lavori come professionista (avvocato, commercialista, geometra) e devi accedere a servizi telematici che richiedono di certificare la tua qualifica professionale.

L’attivazione di uno SPID professionale ha un costo e una durata limitata (solitamente uno o due anni, rinnovabili). Tuttavia, rappresenta un investimento fondamentale per la sicurezza e la corretta gestione delle attività aziendali, garantendo che le tue operazioni personali rimangano completamente separate da quelle professionali.

Perché la banca ti chiede di autorizzare ogni singolo accesso e come questo ti tutela?

Se usi l’home banking, avrai notato che per quasi ogni operazione, e talvolta anche solo per accedere, la banca ti chiede un’autorizzazione tramite notifica sull’app, SMS o un altro metodo di verifica. Questo passaggio, che a volte può sembrare una seccatura, è in realtà una delle più importanti misure di sicurezza pratica a tua tutela. È il risultato diretto di una normativa europea chiamata PSD2 (Payment Services Directive 2), che ha introdotto l’obbligo della Strong Customer Authentication (SCA), o Autenticazione Forte del Cliente.

L’obiettivo della SCA è rendere le transazioni e gli accessi ai conti online molto più sicuri, proteggendoti da frodi, phishing e accessi non autorizzati. Richiede che l’identità dell’utente sia verificata attraverso almeno due dei seguenti tre elementi:

  • Conoscenza: Qualcosa che solo tu conosci (es. la password o il PIN).
  • Possesso: Qualcosa che solo tu possiedi (es. il tuo smartphone, su cui ricevi la notifica o l’SMS).
  • Inerenza: Qualcosa che sei tu (es. la tua impronta digitale o il riconoscimento facciale).

Quando la tua banca ti chiede di inserire la password (conoscenza) e poi di approvare l’accesso tramite l’app sul tuo telefono (possesso), sta applicando esattamente questo principio. Questo sistema rende quasi impossibile per un malintenzionato accedere al tuo conto, anche se riuscisse a rubarti la password. È la stessa logica di sicurezza a due fattori che sta dietro allo SPID di Livello 2, ormai uno standard per l’identità digitale. Sebbene l’adozione di sistemi come SPID sia in crescita, con regioni come il Lazio che guida con il 74% della popolazione con SPID, il mondo bancario ha spesso sviluppato sistemi proprietari. Infatti, molte aziende del settore finanziario hanno lavorato a compartimenti stagni, senza integrare standard nazionali, ma implementando comunque la logica della doppia autenticazione per conformarsi alla PSD2.

SPID o CIE: quale metodo di accesso è più stabile per i servizi dell’Agenzia delle Entrate?

Quando devi accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto durante periodi critici come le scadenze fiscali, ti trovi di fronte a una scelta: usare lo SPID o la CIE (Carta d’Identità Elettronica)? Sebbene entrambi siano validi, ci sono differenze importanti in termini di stabilità e requisiti tecnici che possono rendere un’opzione preferibile all’altra a seconda della situazione. Capire queste differenze ti aiuta a evitare problemi di accesso nei momenti meno opportuni.

Lo SPID funziona attraverso un sistema di “federazione”: il sito della PA (es. Agenzia delle Entrate) comunica con il tuo provider (es. Poste, Sielte) per verificare la tua identità. A volte, specialmente sotto forte carico, questa comunicazione può avere dei problemi, causando messaggi di errore o impossibilità di accedere. La CIE, invece, si basa su un’infrastruttura gestita direttamente dallo Stato. L’autenticazione avviene tramite la lettura del chip della tua carta con uno smartphone dotato di tecnologia NFC o con un lettore di smart card collegato al PC. Questo sistema tende ad essere più robusto e stabile, proprio perché ha meno intermediari.

Per l’uso quotidiano e per consultazioni veloci, lo SPID è spesso più rapido e comodo, non richiedendo altro che il tuo smartphone. Tuttavia, se devi compiere un’operazione importante e non vuoi rischiare problemi tecnici, come l’invio della dichiarazione dei redditi l’ultimo giorno utile, usare la CIE può essere una scelta più sicura. La tabella seguente riassume le principali differenze per aiutarti a fare una scelta informata.

Questa distinzione è cruciale per la tua autonomia digitale, permettendoti di scegliere lo strumento giusto al momento giusto. In futuro, questa scelta potrebbe diventare irrilevante, come anticipato da AgID.

L’IT Wallet rappresenta il futuro dell’identità digitale italiana, dove SPID e CIE confluiranno in un’unica soluzione gestita dall’app IO.

– AgID – Agenzia per l’Italia Digitale, Piano strategico identità digitale 2024

SPID vs CIE per accesso Agenzia delle Entrate
Caratteristica SPID CIE
Costo Variabile (es. 6€/anno con PosteID) o gratuito Completamente gratuito (l’accesso, non l’emissione della carta)
Stabilità sistema Possibili problemi di federazione tra provider e PA Comunicazione diretta con sistemi dello Stato, più robusta
Requisiti tecnici Solo smartphone o PC Lettore NFC o smartphone compatibile
Velocità accesso Più rapido per consultazioni quotidiane Consigliato durante scadenze fiscali critiche

Punti chiave da ricordare

  • Il Livello 2 di SPID (con password + codice OTP) è lo standard indispensabile per quasi tutte le operazioni con la Pubblica Amministrazione.
  • Esistono ancora diverse opzioni per ottenere lo SPID gratuitamente; non fermarti a PosteID ma confronta i provider.
  • Ricorda sempre di aggiornare il tuo numero di telefono e l’email sul portale del tuo provider SPID PRIMA di cambiare SIM o indirizzo email per non rimanere bloccato.

Come consultare il Cassetto Fiscale per verificare se i crediti ceduti sono stati accettati?

Il Cassetto Fiscale è un archivio online personale, accessibile tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, che contiene tutti i tuoi dati fiscali: dichiarazioni, versamenti, atti del registro e informazioni sui tuoi crediti d’imposta. È uno strumento fondamentale per chiunque abbia a che fare con bonus edilizi (come Superbonus, Ecobonus) e abbia scelto di cedere il proprio credito a una banca o a un altro intermediario. Verificare lo stato di questi crediti è cruciale per assicurarsi che l’operazione sia andata a buon fine.

Per accedere a questa sezione specifica, chiamata “Piattaforma Cessione Crediti”, all’interno del tuo Cassetto Fiscale, è richiesto un livello di sicurezza adeguato. Come per molte altre operazioni dispositive, l’accesso è consentito solo con SPID di Livello 2, CIE o CNS. Lo SPID di Livello 1, che usa solo la password, non è sufficiente, proprio perché si sta operando con dati finanziari di grande importanza. Una volta dentro, potrai navigare fino alla sezione dedicata e visualizzare una tabella con tutti i crediti che hai ceduto e il loro stato.

Gli stati più comuni che potrai trovare sono “In lavorazione”, “Accettato dal cessionario” o “Rifiutato”. Capire cosa significano è essenziale. “Accettato dal cessionario” è la dicitura che tutti sperano di vedere: significa che la banca o l’intermediario ha formalmente acquisito il tuo credito e l’operazione è conclusa con successo. Se lo stato rimane “In lavorazione” per molto tempo, potrebbero esserci delle verifiche in corso. In caso di “Rifiutato”, è fondamentale agire subito contattando il proprio consulente fiscale per capire le motivazioni e risolvere il problema. L’uso corretto dello SPID ti dà il potere di monitorare questi processi in totale autonomia digitale, senza dover dipendere esclusivamente dalle comunicazioni del tuo commercialista o della banca.

Ora hai tutte le informazioni per ottenere e gestire la tua identità digitale con sicurezza. Il prossimo passo è scegliere il provider più adatto a te e avviare la procedura di attivazione: un piccolo, grande passo per la tua completa autonomia digitale.

Domande frequenti su SPID e accesso ai servizi pubblici

Cosa significa lo stato ‘Accettato dal cessionario’?

Significa che il credito d’imposta che hai ceduto (ad esempio, derivante da un bonus edilizio) è stato formalmente acquisito e accettato dalla banca o dall’intermediario a cui l’hai ceduto. A questo punto, il credito può essere utilizzato da loro e la tua operazione di cessione è conclusa con successo.

Perché il mio credito risulta ‘In lavorazione’ da molto tempo?

Uno stato di “In lavorazione” prolungato può indicare diverse situazioni. Potrebbero essere in corso verifiche aggiuntive da parte dell’Agenzia delle Entrate o del cessionario, oppure potrebbe mancare della documentazione. La prima cosa da fare è contattare il tuo commercialista o direttamente il cessionario (la banca) per chiedere chiarimenti sullo stato della pratica.

Cosa fare se il credito è stato ‘Rifiutato’?

Un credito “Rifiutato” indica che l’operazione non è andata a buon fine. È fondamentale agire immediatamente. Accedi al dettaglio della pratica nel Cassetto Fiscale per verificare se sono indicate le motivazioni del rifiuto e contatta subito il tuo consulente fiscale o il commercialista per capire quali sono i problemi e come risolverli o correggere la pratica.

Scritto da Roberto Gallo, Ingegnere Informatico specializzato in Cybersecurity bancaria e tecnologie Fintech. Esperto di pagamenti digitali, direttiva PSD2 e sicurezza delle transazioni online con 14 anni di attività nel settore IT bancario.